il "qui ed ora" Zen - Sito Endogenesi

Vai ai contenuti

Menu principale:

il "qui ed ora" Zen

fondamenti del Buddhismo Zen


今この場で禅


Il «qui ed ora» secondo lo Zen


«L'istante presente non ritorna mai più.
Durante lo zazen, ogni nostra inspirazione ed espirazione è unica e non ritorna mai più.
Ieri era ieri ed oggi è oggi.
Dico sempre che bisogna concentrarsi "qui ed ora", creare "qui ed ora".
Così ci si rigenera, ci si rinnova
[nota1
(
Taisen Deshimaru)

Nello Zen e più in generale nel Buddhismo, è importante assumere un particolare atteggiamento interiore dell'animo, che viene definito qui ed ora.

Quest'espressione non è esclusivamente riferita ad un atteggiamento interiore specifico del momento della meditazione, ma vuole anche esprimere la realizzazione di una predisposizione e di un atteggiamento dell'animo che si estende alla vita quotidiana, in perfetta armonica integrazione ed interazione non solo della persona verso sé stessa e la propria vita interiore, ma anche nei confronti della realtà esterna e circostante in cui l'Uomo vive e si trova immerso.

La consapevolezza nell'introspezione

Qui ed ora significa vivere ciascuna azione e ciascuna situazione con la massima pienezza ed intensità, unitamente alla massima consapevolezza delle proprie sensazioni interiori.
 Infatti nella pratica dello Zen è importante realizzare sempre, in ogni circostanza di tempo e di luogo, la piena consapevolezza anche di ogni più piccola percezione dei sensi, degli stati d'animo e di ogni situazione si stia vivendo, unitamente ad ogni azione che si stia compiendo: in questo consiste il qui ed ora che emerge dall'insegnamento del Buddha.
« [...] Il fatto che quando una qualità ingannevole è presente dentro di te, tu discerni che una qualità ingannevole è presente dentro di te e quando una qualità ingannevole non è presente dentro di te, tu discerni che una qualità ingannevole non è presente dentro di te: quello è il solo modo in cui il Dharma è visibile nel qui ed ora, al di là del tempo, stimolante la verifica, pertinente, atto ad essere realizzato direttamente dal saggio. [...] »
(Dai discorsi del Buddha - "Sanditthika sutra: la visione del qui ed ora"; Anguttara Nikaya 6.47 )

In termini diversi e per usare un modo di dire corrente in occidente, qui ed ora si può interpretare anche semplicemente nel significato di essere sempre costantemente perfettamente presenti a sé stessi in qualsiasi circostanza, sia di luogo sia di tempo.
Nel significato buddhista, significa quindi essere sempre perfettamente vigili e consapevoli del nostro essere e del nostro agire, ovunque ed in ogni istante.
Spesso nello Zen questo si riassume anche con il detto: se mangi mangia..., se cammini cammina..., se dormi dormi..., cioè qualsiasi cosa si stia facendo questa deve essere eseguita con la massima pienezza, con la sciente consapevolezza e la piena comprensione di ciò che si sta facendo.
« [...] E ancora, monaci, un monaco, quando cammina, è consapevole: sto camminando. Quando è in piedi, è consapevole: sono in piedi. Quando è coricato, è consapevole: sono coricato.
In qualsiasi posizione si trovi, egli è consapevole della posizione del corpo
.
[...] E ancora, monaci, un monaco, nell'avanzare e nel tornare indietro, applica la chiara comprensione
[nota2]; nel guardare e nel distogliere lo sguardo, applica la  chiara  comprensione; nel chinarsi e nell'estendersi, applica la chiara comprensione; nell'indossare l'abito e nel portare la ciotola, applica la chiara comprensione; nel mangiare, nel bere, nel masticare e nel gustare, applica la chiara comprensione; nell'adempiere alle funzioni corporali, applica la chiara comprensione; nel camminare, nello stare in piedi, nel sedersi, nell'addormentarsi, nel destarsi, nel parlare e nel tacere, applica la chiara comprensione.
 [...] Ora, colui che pratica per sette anni i quattro fondamenti della consapevolezza, può aspettarsi uno di questi due frutti: la più alta comprensione qui ed ora o, se rimane qualche residuo di dipendenza ed attaccamento, il frutto del non-ritorno (la cessazione delle future nascite)
[...] »
(Dai discorsi del Buddha - "Satipatthana sutra"; Majjhima Nikaya,10)

La fusione dell'essere individuale con l'essere universale


Essere qui ed ora implica la massima armonizzazione e la completa sinergia del proprio ego individuale con la realtà cosmica, il cosiddetto Ego universale od anche Sé universale (simile al Brahman induista, ma che nel Buddhismo prescinde dalla concezione del Divino e dell'Assoluto), cioè implica che l'agire non sia solamente un mero ed ultroneo agire individuale ma, come la tessera all'interno del mosaico a cui appartiene, costituisca la singola ed intima parte della più vasta azione universale del Karma e ad essa si armonizzi perfettamente nell'istante e nel luogo stesso in cui l'azione del Karma cosmico già agisce.
Quindi il qui ed ora implica anche il fatto che ciascuno di noi, nell'essere presente a sé stesso, sia anche perfettamente presente ed armonizzato all'azione che il Karma cosmico continuamente già svolge nella realtà dell'Universo intero.
Chi agisce nel qui ed ora secondo il significato buddhista è quindi sempre costantemente presente a sé stesso, perfettamente consapevole di ogni sua più piccola percezione, con il proprio ego individuale che si esprime in modo intimamente armonizzato e concordante con il fluire dell'espressione del Karma universale, compie azioni  conformi alle situazioni e quindi non è una persona che non agisce con la sua propria individualità e non è qualcuno che non esprime o, peggio ancora, che abbia estinto il proprio ego, come invece spesso in occidente si sente dire usando espressioni in forma negativa quali non Sé, non ego o non agire.
Chi agisce nel qui ed ora secondo il significato buddhista è semplicemente colui la cui azione non è ultronea, non si esprime cioè motu proprio e non è dettata dall'interesse e dal tornaconto individuale, ma costituisce quell'azione che esattamente asseconda e si unisce armonicamente all'azione del Karma cosmico, ad esso allineata nel tempo e nello spazio in cui l'azione karmica universale stessa si produce tanto da costituirne una sua intima parte congiunta in una sola ed unica espressione ed azione non differenziata nel contesto dell'azione Karmica universale, pur mantenendo in essa la propria autonoma parte di individualità.
«Occorre rendere noto che, per studiare la Via (della realizzazione spirituale buddhista), la (metodologia di) investigazione stabilita è quella della pratica della meditazione seduta (zazen). Il punto essenziale di questa metodologia è (comprendere) che c'è la pratica di un Buddha che non si cura di agire per fare un Buddha (di se stesso).
Nel momento stesso in cui la pratica di un Buddha non consiste nell'agire fattivamente per fare (di se stesso) un Buddha, si compie la realizzazione di questo koan. Il Buddha insito nel corpo non agisce per diventare un Buddha; allorché "le catene e le gabbie" si infrangono, un Buddha seduto (in zazen) non interferisce con l'azione del processo di realizzazione di un Buddha.
In tale preciso momento, da mille, da diecimila epoche passate, noi abbiamo il potere ancestrale di passare attraverso ed andare oltre i Buddha ed i dèmoni

(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo  Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin"  坐禪箴 )

La vacuità buddhista nel qui ed ora

«Un giorno, mentre il Grande Maestro Yueshan Weiyan stava seduto (in zazen), un monaco gli domandò: "A cosa state pensando (in quella postura) così immobile?"
Il Maestro rispose: "Sto pensando di non stare pensando (fu shiryô)".
Il monaco domandò: "Come fate a pensare di non stare pensando?"
Il Maestro rispose: "Non pensando (hi shiryô)"
»
(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo  Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin"  坐禪箴 )

Termini come vuoto mentale, vacuità, ed espressioni come agire senza agire o pensare senza pensare, hanno una valenza completamente diversa nella tradizione buddhista rispetto a quella che i rispettivi termini e le relative espressioni hanno invece nel linguaggio corrente della cultura occidentale.
Neppure l'espressione occidentale motore immobile, presente nel pensiero filosofico aristotelico-tomistico, ha nulla da spartire con il concetto orientale del pensare senza pensare e del non agire od agire senza agire, espressioni che, fra l'altro, costituiscono un'inadeguata ed infelice traslitterazione dell'espressione cinese taoista 为无为 wei wu-wei.
Infatti questo concetto orientale taoista non esprime una negazione dell'agire ma quello dell'azione conforme alla situazione, esprimente un concetto analogo molto simile al concetto buddhista dell'agire qui ed ora.

Note
[
nota1] "Lo Zen e le arti marziali" - pag.30 - ISBN 88-7710-313-2
[
nota2]  In questo contesto chiara comprensione identifica quella speciale e tipica comprensione buddhista che si realizza nel "qui ed ora", oggetto e frutto della meditazione buddhista in cui anche il corpo funge da strumento cognitivo al pari dell'intelletto


torna ad inizio pagina

 
Cerca nel sito
Torna ai contenuti | Torna al menu