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origini ed evoluzione dell'Aikido in Italia




La storia delle origini e dell'evoluzione dell'Aikido in Italia è innanzi tutto scandita dai periodi storici coincidenti con le fasi di nascita e di sviluppo della struttura organizzativa e didattica dell'Aikido sul territorio italiano, che a loro volta corrispono all'avvicendarsi in Italia degli istruttori giapponesi inviati dall'Hombu Dojo dell'Akikai del Giappone.
La quasi totalità degli italiani che per primi hanno appreso l'Arte dell'Aikido, a parte pochissimi pionieri che si sono recati personalmente all'Hombu Dojo Aikikai del Giappone, hanno infatti avuto quale culla aikidoistica il grembo dell'Aikikai Foundation del Giappone e, quali nutrici, gli insegnanti giapponesi inviati appositamente in Italia dall'Ente aikidoistico giapponese.
Si possono dunque individuare generazioni successive di aikidoisti, corrispondenti ad altrettanti momenti storici dello sviluppo e dell'evoluzione dell'Aikido in Italia. Una prima generazione composta dai primi italiani allievi diretti dei maestri giapponesi, una seconda composta da aikidoisti più giovani, in parte ancora allievi diretti dei maestri giapponesi ma che si relazionano sempre di più in via principale con i propri istruttori italiani e sempre meno hanno un costante e stabile rapporto diretto con i maestri giapponesi che operano in Italia ed infine le successive generazioni di aikidoisti italiani che, ancora più giovani, hanno di fatto un rapporto diretto esclusivamente con il proprio insegnante italiano e non si relazionano più con alcun insegnante giapponese oppure solamente in modo saltuario ed occasionale.
I periodi significativi di evoluzione, crescita e sviluppo dell'Aikido in Italia sono:
1. Periodo precedente all'arrivo in Italia (1964) del M° Hiroshi Tada Sono gli anni della ricerca di un riferimento sicuro dal quale attingere la conoscenza dell'Arte.
2. Periodo dal 1965 fino al 1978. Costituzione della Accademia nazionale Italiana d'Aikido Aikikai d'Italia (1970), fondazione delle riviste associative che consentono un più efficace proselitismo (1972), conseguimento del riconoscimento della persona giuridica all'Aikikai d'Italia da parte dello Stato Italiano (con la denominazione ufficiale di "Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese").
3. Periodo dal 1979 al 2004. Negli anni che seguono l'erezione ad Ente Morale dell'Aikikai d'Italia da parte dello Stato Italiano, inizia una fase di crescita numerica conseguente alla maggiore capacità e possibilità dell'Ente di comunicare ed interagire ai massimi livelli istituzionali nel tessuto sociale italiano.
Il fenomeno della frammentazione dell'Aikido in varie e sempre più numerose organizzazioni di pratica aikidoistica, inizia a diventare sensibile anche in Italia.
4. Periodo contemporaneo a partire dal 2004. A partire da questa data, da un lato si assiste ai decessi di alcuni aikidoisti italiani pionieri storici dell'Aikido in seno all'Aikikai d'Italia ed all'insorgere di un gravissimo impedimento di salute che ha colpito l'insegante giapponese Hideki Hosokawa da decenni dislocato in Italia, dall'altro lato si assiste al raggiungimento di gradi dan elevati (6° dan ed oltre) da parte di numerosi aikidoisti italiani. Questi eventi segnano l'avvio di un profondo riassetto degli equilibri di potere e gerarchici all'interno dell'Aikikai d'Italia.
Ciascuno di questi periodi ha la sua caratteristica peculiare.
Il primo è quello degli entusiasmi pionieristici ed è ancora maggiormente orientato all'Aiki-budô (合気武道) degli anni '40 e '50 di cui si era fatto portatore Salvatore Mergè al suo rientro in Italia dal Giappone, piuttosto che all'Aikido (会氣道) degli anni '60 presentato in Italia solamente a partire dal 1959 con l'avvento della Sig.na Haru Onoda
Il secondo è responsabile di un salto di qualità nella pratica aikidoistica italiana dovuta all'arrivo del M° Hiroshi Tada e vede una sensibile diffusione dell'Aikido sul territorio e conseguente sensibile crescita numerica degli aikidoisti italiani.
Il terzo si caratterizza per il definitivo consolidamento della struttura organizzativa e didattica dell'Aikikai d'Italia, conseguente all'erezione in Ente Morale. L'attività della più importante organizzazione aikidoistica italiana entra a regime focalizzandosi sulla propria gestione interna organizzativa e sull'interazione con le federazioni europea ed internazionale (la F.E.A. e la I.A.F.) da cui essa gerarchicamente dipende.
L'ultimo periodo, quello contemporaneo (anno 2008), mostra di essere foriero di un profondo riassetto ai vertici della prima e più importante organizzazione italiana di pratica aikidoistica, unitamente all'avvio di un inevitabile naturale processo di turnover.
Nel frattempo, mentre l'Aikikai d'Italia compiva questo suo ultraquarantennale percorso ricco di positivi sviluppi, altre organizzazioni di pratica aikidoistica nascevano dall'occasionale distacco di aikidoisti provenienti dall'Aikikai d'Italia, crescendo e sviluppandosi a loro volta sul territorio italiano con alterne fortune fino a raggiungere anch'esse, nell'ultimo periodo contemporaneo, la loro piena maturità come organizzazioni di pratica aikidoistica, talune mantenendosi subordinate all'Aikikai Foundation del Giappone, altre rendendosi indipendenti da essa.


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