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丹田
Esistono tre sedi naturali in cui si
localizza il 氣
Ki
e nella lingua
giapponese esse sono denominate "tanden"
丹田. Queste non sono però delle vere e
proprie sedi fisiche, materiali,
corporee, ma sono dei punti virtuali
dove viene localizzata la cosiddetta
presenza mentale
del praticante e precisamente:
1.
Seika tanden
臍下丹田
anche
denominato
kikai tanden
気海丹田
:
è la sede viscerale, localizzata attraverso la
presenza mentale del praticante nel cosiddetto "seika
no itten",
un punto psicofisico immateriale a circa 4 centimetri sotto
dell'ombelico. In questa sede avvengono le
interazioni con le energie basali che provengono
all'uomo direttamente dalle forze vitali più
profonde della natura collegate con il senso
della vita e della morte.
Il seika tanden
気海丹田 è
intimamente correlato a ciò che i giapponesi
identificano più in generale con il termine
hara
腹,
cioè la postura dell'uomo intesa come
atteggiamento fisico del corpo in correlazione
con l'atteggiamento e la disposizione d'animo e
l'espressione della qualità della vita interiore
di una persona. Dal punto di vista della capacità di movimento
dinamico del corpo nelle arti marziali
giapponesi, l'hara
腹
ed in particolare il seika
no itten, costituiscono la sede psicofisica
della presenza mentale del praticante, il quale
porta in questa sede il centro della propria
stabilità psicofisica e della generazione dei
propri movimenti corporei. Questo è il centro vitale dell'Uomo anche
secondo il Buddhismo Zen
禅. Questo centro vitale localizzato alla base dell'hara
腹,
compendia quelle funzionalità che nella
tradizione induista sono attribuite ai due chakra
inferiori: il Muladhara ed il
Svadhishthana
chakra .
2.
Chudan tanden
中段丹田
:
è la sede mediana localizzata attraverso la
presenza mentale del praticante in
corrispondenza del plesso solare. Secondo la
tradizione orientale questa è la sede
relazionale dell'uomo: per quanto riguarda la
vita interiore questo centro vitale pone in
relazione il centro inferiore del kikai tanden
con il centro vitale superiore del jodan
tanden,
mentre per quanto concerne la vita di relazione
con l'esterno esso pone in relazione il sentire
dell'uomo con l'ambiente e gli altri esseri a
lui circostanti. Questo centro vitale ha le funzionalità
corrispondenti a quelle che nella tradizione
induista sono attribuite ai due chakra
mediani denominati Manipura
ed Anahata
chakra .
3.
Jodan
tanden
上段丹田
:
è
la sede superiore dei centri vitali dell'uomo,
che il praticante localizza attraverso la
presenza mentale in corrispondenza del punto
situato fra le sopraccìglia degli occhi e che si
avvale delle funzionalità corrispondenti a
quelle che nella tradizione induista sono
attribuite i tre chakra superiori: il Vishuddha,
l'Ajna
ed il Sahasrara
chakra .
Il Ki 氣 è l'energia vitale che percorre
i centri vitali e li rende funzionali e
capaci di svolgere il loro compito
essenziale per il mantenimento in vita
dell'essere umano.
Nelle arti marziali orientali esistono
tecniche particolari che sono in grado
di provocare il collasso di questi
centri vitali, agendo sul normale fluire
del Ki 氣 e le sue interazioni fra i
tanden: sono i cosiddetti colpi mortali,
i quali sono portati in punti del corpo
umano non necessariamente corrispondenti
alle localizzazioni dei tre tanden, in
quanto in questi casi si sfrutta
l'effetto reflessologico esistente
nell'interazione fra le parti del corpo
umano con i vari centri vitali con cui
la parte stessa interagisce
nell'espletare le proprie funzioni
vitali.
I tre
centri vitali presi in considerazione nell'Aikido,
corrispondono ad altrettanti centri già utilizzati nella
disciplina dello yoga, denominati
bandha. (बन्ध
in sanscrito)
Questo termine è specifico dello
yoga e significa
legame,
unire insieme, od
anche
afferrare,
prendere. Esprime l'azione del
fissaggio posturale eseguito contemporaneamente sia
a livello fisiologico sia a livello delle energie
interiori localizzate nei
chakra, i centri vitali secondo lo Yoga. Esistono
tre diversi livelli corporei in corrispondenza dei quali
viene eseguito il cosiddetto fissaggio posturale
(bandha) durante la pratica del
pranayama (esercizio fondamentale dello Yoga e
prerequisito per ogni altro tipo di esercizio yogico).
Uno degli scopi di questi fissaggi, sempre compiuti sia
a livello fisiologico sia sul paino energetico, è quello
di favorire il flusso dell'energia vitale detta
kundalini dai
chakra più bassi verso quelli superiori.
I fissaggi posturali sono gerarchicamente
ordinati da quello fisiologicamente localizzato più in
basso verso quello fisiologicamente localizzato più in
alto e ciascuno di essi funge da prerequisito al
successivo dal momento che le energie interiori (kundalini)
fluiscono seguendo l'asse della colonna vertebrale (susumna)
a partire dalla loro radice fisiologicamente localizzata
alla base degli organi genitali, fino al chakra più
elevato fisiologicamente localizzato alla sommità del
cranio.
Le tre
bandha
dello yoga sono le seguenti:
Mula Bandha:
fissaggio posturale a livello della radice che
coinvolge, sul piano energetico, i due chakra
inferiori: iniziando dallo aswini
mudra
cioè il fissaggio posturale dello sfintere anale e
di quelli urogenitali, si avvia a livello energetico
attraverso un opportuno ritmo del
pranayama un'azione
dapprima sul
muladhara chakra, coinvolgendo poi con
progressivi fissaggi posturali anche lo
svadhishthana
chakra.
Questo fissaggio posturale della zona corporea che si
estende dal perineo alla regione del coccige fino ad
arrivare a circa 4 centimetri al di sotto dell'ombelico,
costituisce l'azione conosciuta anche come
triplice
fissaggio posturale della radice,
cioè l'azione del mulabandha.
Uddhyana Bandha:
fissaggio posturale a livello del diaframma e del
plesso solare, corrispondente sul piano energetico
ai
due chakra
mediani denominati manipura
ed anahata
chakra ..
Jaladhara Bandha:
fissaggio posturale a livello della gola e delle
vertebre cervicali fino al cranio, corrispondente
sul piano energetico ai tre chakra superiori:
iniziando dal
vishuddha
chakra
e relativo fissaggio posturale corrispondente alla zona
fisiologica della gola ed del rachide cervicale,
coordinando il flusso delle energie interiori (kundalini)
verso i centri superiori dello
ajna
chakra e del
sahasrara
chakra
.
Maha
Bandha:
i tre fissaggi posturali (bandha)
precedenti, eseguiti in sinergia fra di loro in un
fissaggio posturale unico e globale.
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