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«L'istante
presente non ritorna mai più.
Durante lo zazen, ogni nostra inspirazione ed espirazione
è unica e non ritorna mai più.
Ieri era ieri ed oggi è oggi.
Dico sempre che bisogna concentrarsi "qui ed ora", creare
"qui ed ora".
Così ci si rigenera, ci si rinnova
[1]» |
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(Taisen
Deshimaru) |
Nello Zen
e più in generale nel Buddhismo, è importante assumere un
particolare atteggiamento interiore dell'animo, che viene definito "qui
ed ora ".
Quest'espressione non è esclusivamente riferita ad un atteggiamento
interiore specifico del momento della meditazione, ma vuole anche
esprimere la realizzazione di una predisposizione e di un atteggiamento
dell'animo che si estende alla vita quotidiana, in perfetta armonica
integrazione ed interazione non solo della persona verso sé stessa e la
propria vita interiore, ma anche nei confronti della realtà esterna e
circostante in cui l'Uomo vive e si trova immerso.
La consapevolezza
nell'introspezione
Qui ed
ora significa vivere ciascuna azione e ciascuna situazione con la
massima pienezza ed intensità, unitamente alla massima consapevolezza
delle proprie sensazioni interiori.
Infatti
nella
pratica dello Zen
è importante
realizzare sempre, in ogni circostanza di tempo e di luogo, la piena
consapevolezza anche di ogni più piccola percezione dei sensi, degli
stati d'animo e di ogni situazione si stia vivendo, unitamente ad ogni
azione che si stia compiendo: in questo consiste il qui ed ora
che emerge dall'insegnamento del Buddha.
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« [...] Il
fatto che quando una qualità ingannevole è presente dentro di
te, tu discerni che una qualità ingannevole è presente dentro di
te e quando una qualità ingannevole non è presente dentro di
te, tu discerni che una qualità ingannevole non è presente
dentro di te: quello è il solo modo in cui il Dharma è visibile
nel qui ed ora, al di là del tempo, stimolante la
verifica, pertinente, atto ad essere realizzato direttamente dal
saggio. [...] » |
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(Dai discorsi del Buddha - "Sanditthika sutra: la
visione del qui ed ora"; Anguttara Nikaya 6.47 ) |
In termini
diversi e per usare un modo di dire corrente in occidente, qui ed ora
si può interpretare anche semplicemente nel significato di essere
sempre costantemente perfettamente presenti a sé stessi in
qualsiasi circostanza, sia di luogo sia di tempo.
Nel significato buddhista, significa quindi essere sempre perfettamente
vigili e consapevoli del nostro essere e del nostro agire, ovunque ed in
ogni istante.
Spesso nello Zen questo si riassume anche con il detto: se mangi
mangia..., se cammini cammina..., se dormi dormi...,
cioè qualsiasi cosa si stia facendo questa deve essere eseguita con la
massima pienezza, con la sciente consapevolezza e la piena
comprensione di
ciò che si sta facendo.
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« [...] E ancora, monaci, un monaco, quando cammina, è consapevole:
sto camminando. Quando è in piedi, è consapevole: sono in
piedi. Quando è coricato, è consapevole: sono coricato.
In
qualsiasi posizione si trovi, egli è consapevole della posizione
del corpo.
[...] E ancora, monaci, un monaco, nell'avanzare e nel
tornare indietro, applica la chiara comprensione
[2];
nel guardare e nel distogliere lo sguardo, applica la
chiara
comprensione; nel chinarsi e nell'estendersi, applica la chiara
comprensione; nell'indossare l'abito e nel portare la ciotola,
applica la chiara comprensione; nel mangiare, nel bere, nel
masticare e nel gustare, applica la chiara comprensione;
nell'adempiere alle funzioni corporali, applica la chiara
comprensione; nel camminare, nello stare in piedi, nel sedersi,
nell'addormentarsi, nel destarsi, nel parlare e nel tacere,
applica la chiara comprensione.
[...] Ora, colui che pratica per sette anni i
quattro fondamenti della consapevolezza, può aspettarsi uno di
questi due frutti: la più alta comprensione qui ed ora o, se rimane qualche residuo di
dipendenza ed attaccamento, il frutto del non-ritorno (la
cessazione delle future nascite) [...] » |
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(Dai discorsi del Buddha - "Satipatthana sutra";
Majjhima
Nikaya,10) |
La fusione dell'essere
individuale con l'essere universale
Essere qui ed ora implica la massima armonizzazione e la
completa sinergia del proprio ego individuale con la realtà cosmica,
il cosiddetto Ego universale od anche Sé universale (simile al
Brahman
induista, ma che nel Buddhismo prescinde dalla concezione del Divino e
dell'Assoluto), cioè implica che l'agire non sia solamente un mero ed ultroneo agire individuale ma, come la tessera all'interno del mosaico a
cui appartiene, costituisca la singola ed intima parte della più vasta
azione universale del Karma e ad essa si armonizzi perfettamente
nell'istante e nel luogo stesso in cui l'azione del Karma cosmico già
agisce.
Quindi il qui ed ora implica anche il fatto che ciascuno
di noi, nell'essere presente a sé stesso, sia anche perfettamente
presente ed armonizzato all'azione che il Karma cosmico continuamente
già svolge nella realtà dell'Universo intero.
Chi agisce nel qui ed ora secondo il significato buddhista
è quindi sempre costantemente presente a sé stesso, perfettamente
consapevole di ogni sua più piccola percezione, con il proprio ego
individuale che si esprime in modo intimamente armonizzato e concordante
con il fluire dell'espressione del Karma universale, compie azioni conformi alle situazioni e quindi non è
una persona che non
agisce con la sua propria individualità e non è qualcuno che non
esprime o, peggio ancora, che abbia estinto il proprio ego, come
invece spesso
in occidente si sente dire usando espressioni in forma negativa quali non
Sé, non ego o non agire.
Chi agisce nel qui ed ora secondo il significato
buddhista è semplicemente colui la cui azione non è ultronea, non si
esprime cioè motu proprio e non è dettata dall'interesse e dal
tornaconto individuale, ma costituisce quell'azione che esattamente asseconda e si unisce armonicamente all'azione del Karma cosmico, ad
esso allineata nel tempo e nello spazio in cui l'azione karmica
universale stessa si produce tanto da costituirne una sua intima parte
congiunta in una
sola ed unica espressione ed azione non differenziata nel contesto
dell'azione Karmica universale, pur mantenendo in essa la propria
autonoma parte di individualità.
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«Occorre rendere noto che, per studiare la Via (della realizzazione
spirituale buddhista), la (metodologia di) investigazione
stabilita è quella della pratica della meditazione seduta (zazen).
Il punto essenziale di questa metodologia è (comprendere) che
c'è la pratica di un Buddha che non si cura di agire per fare un
Buddha (di se stesso).
Nel momento stesso in cui la pratica di
un Buddha non consiste nell'agire fattivamente per fare (di se
stesso) un Buddha, si compie la realizzazione di questo koan. Il
Buddha insito nel corpo non agisce per diventare un Buddha;
allorché "le catene e le gabbie" si infrangono, un Buddha seduto
(in zazen) non interferisce con l'azione del processo di
realizzazione di un Buddha.
In tale preciso momento, da mille, da diecimila epoche passate,
noi abbiamo il potere ancestrale di passare attraverso ed andare oltre i Buddha ed i dèmoni.» |
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(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo
Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin"
坐禪箴
) |
La vacuità buddhista nel
qui ed ora
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«Un giorno, mentre il Grande Maestro Yueshan Weiyan stava seduto (in
zazen), un monaco gli domandò: "A cosa state pensando (in
quella postura) così immobile?"
Il Maestro rispose: "Sto pensando di non stare pensando
(fu shiryô)".
Il monaco domandò: "Come fate a pensare di non stare
pensando?"
Il Maestro rispose: "Non pensando (hi shiryô)"» |
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(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo
Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin"
坐禪箴
) |
Termini come vuoto mentale, vacuità, ed espressioni come
agire senza agire o pensare senza pensare, hanno una
valenza completamente diversa nella tradizione buddhista rispetto a
quella che i rispettivi termini e le relative espressioni hanno invece
nel linguaggio corrente della cultura occidentale.
Neppure l'espressione occidentale motore immobile,
presente nel pensiero filosofico aristotelico-tomistico, ha nulla da
spartire con il concetto orientale del pensare senza pensare e del
non agire od agire senza agire, espressioni che, fra
l'altro,
costituiscono un'inadeguata ed infelice traslitterazione dell'espressione cinese
taoista 为无为 wei
wu-wei.
Infatti questo concetto orientale taoista non esprime una negazione
dell'agire ma quello dell'azione conforme alla
situazione, esprimente un
concetto analogo molto simile al concetto buddhista dell'agire qui ed
ora.
Note
[1] "Lo Zen e le arti marziali" - pag.30 - ISBN 88-7710-313-2
[2]
In questo contesto
chiara comprensione identifica quella speciale e tipica comprensione
buddhista che si realizza nel "qui ed ora", oggetto e frutto della
meditazione buddhista in cui anche il corpo funge da strumento cognitivo
al pari dell'intelletto
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