L’Endogenesi
è una disciplina rivolta allo sviluppo ed al mantenimento del
benessere psicofisico e della vigoria delle energie interiori, sorta
dalla fusione dei principi dello Zen,
dell’Aikido
e dello
Shiatsu,
operata da Claudio Pipitone nel corso della propria pluriennale
esperienza nella pratica e nell’insegnamento delle rispettive
discipline.
In Endogenesi si
riscontrano anche quelle selezionate tecniche di respirazione,
meditazione e sviluppo delle capacità psicosensoriali già
efficacemente utilizzate nell’Aikido e nello Zen, ma interpretate in
modo più consono ed intelligibile per la mentalità occidentale ed
europea.
Nell'Endogenesi si denomina “estro
vitale” la radianza
dell’energia vitale che scorre all'interno del nostro corpo e che,
interagendo con il mondo esterno, ci predispone all'azione
istintuale ed alla vita di relazione: ha significato equivalente al
termine prana
(usato nello yoga) al ki
(ternine usato nelle discipline giapponesi) ed al ch’i
(discipline cinesi).
E’ importante
riconoscere queste energie interiori, farle emergere dal nostro
intimo, svilupparle e padroneggiarle.
In questo modo si coltiva e si
educa l’estro vitale, s’impara come esprimerlo correttamente
concentrandolo proprio nell'attimo in cui esso si genera nel nostro
intimo e facendolo scaturire al di fuori in modo creativo,
attraverso un'appropriata ed equilibrata interazione fra le energie
corporee di tipo fisico e quelle più sottili di tipo interiore.
Questa
disciplina favorisce inoltre la consapevolezza e la padronanza della
percezione delle nostre sensazioni, realizzando così le migliori
condizioni di armonia e d’interazione fra il corpo, la mente e la
natura che ci circonda.
Una mente
quieta e stabile, una corretta percezione delle sensazioni,
consentono di realizzare una più elevata qualità della vita e di
rendere più efficiente ed efficace la nostra capacità d’azione nella
vita quotidiana e la nostra normale vita di relazione.
Inoltre
l’Endogenesi eredita dall'Aikido l’educazione ad armonizzare i
singoli movimenti del corpo attraverso l’impostazione ed il
mantenimento di una corretta postura statica e dinamica, anche
sfruttando la sinergia che si genera dalla pratica svolta in coppia
con un compagno d’allenamento.
In questo modo,
praticando sia singolarmente sia relazionandosi con un partner, si
sviluppa la capacità d’interagire in modo armonioso verso noi stessi
e verso l’ambiente e le persone che ci circondano.
Una pratica
regolare e costante nel tempo di questa disciplina, consente di
mantenere in modo duraturo la vigoria delle proprie energie
interiori, del corpo e della mente, favorendo così l'instaurarsi dei
presupposti delle migliori condizioni per il godimento di uno
stabile e duraturo benessere psicofisico.
Nell'Aikido
Endogenesi e nel Bushido Endogenesi, la parte specifica
di Endogenesi riporta, in applicazione alle Arti Marziali
tradizionali giapponesi, tutte quelle tecniche di respirazione, di
meditazione e di sviluppo delle capacità psicosensoriali che
abitualmente sono utilizzate nelle discipline dello “Zen” e
dello “Shin Shin Toitsu-Ho” (la “Via dell’unificazione”,
spesso dai moderni orientalisti denominata anche “yoga giapponese”),
interpretate nel modo più consono ed intelligibile possibile per la
mentalità occidentale europea.
La tradizione
delle Arti Marziali e non solo di quelle giapponesi, ci tramanda che
l’essenza delle tecniche è riconducibile ad un elemento cardine
costituito da un’abilità di tipo interiore dalla quale dipendono
tutte le altre abilità di tipo fisico. Nella pratica, quando i più
grandi Maestri giungevano al vertice dello sviluppo della loro
conoscenza, ciascuno di essi aveva maturato un’impostazione tecnica
molto personale che prediligeva rispetto ad ogni altra, unitamente
ad una specifica propria disposizione d’animo ed atteggiamento di
vita interiore che mantenevano rigorosamente segreti e che spesso,
con la loro morte, portavano con sé nel segreto della tomba.
Per nostra
fortuna grandi maestri come “Morihei Ueshiba” nell’Aikido, “Nakamura
Saburo Tempu” nello”Shin Shin Toitsu-Ho” e “Gautama
Siddhatta Shakyamuni”, detto “Buddha” nella disciplina
dello Zen (lo Zen è una tradizione spirituale di scuola
buddhista), non tennero per sé stessi i loro segreti ed è quindi
potuto arrivare fino a noi il loro prezioso insegnamento di cui la
disciplina dell’Endogenesi costituisce un efficace
sincretismo, particolare adatto ad essere compreso dalla mentalità e
dalla formazione culturale occidentale.
Le tecniche sono
numerose e molteplici ma a noi interessa cogliere, anche quando la
loro esecuzione differisca per situazioni statiche e dinamiche, quel
denominatore comune che le accomuna durante la loro esecuzione e ne
determina definitivamente la riuscita o l'insuccesso, cioè
quell’abilità di tipo interiore che eleva l’esecuzione delle
tecniche ad un livello di abilità superiore al mero aspetto fisico.
Quest’abilità
interiore a denominatore comune, si estrinseca e si rende visibile
all’esterno attraverso la combinazione di tre elementi essenziali
dell’esecuzione tecnica: tempestività dell’azione,
sincronizzazione ed armoniosità dei movimenti, l'istintualità
dell'esecuzione della tecnica stessa.
Con il termine
istintualità in Endogenesi s'intende un’istintività acquisita,
cioè che nessuno possiede in modo innato e spontaneo ma che
un’abitudine frutto di un allenamento particolare può far penetrare
nei nostri meccanismi istintivi naturali e consolidarli ad essi,
radicandoli nell’istinto naturale come se questi ci fossero stati
conferiti insieme alla nascita.
Per fare un
esempio: sono reazioni istintuali le complesse reazioni istantanee
fra di loro combinate ed armonicamente sincronizzate quali le azioni
contemporaneamente esercitate su freno, frizione, cambio,
acceleratore, volante, che quando siamo alla guida di un autoveicolo
poniamo in essere in situazioni d’emergenza senza pensare ai gesti
che compiamo, mentre il ritrarre istantaneamente la mano senza
pensare e premeditare il gesto che si compie quando questa è
scottata da una fiamma, questo è invece un gesto istintivo.
L’Aikido è
spesso anche definito come “Zen
in movimento”
e lo Zen
stesso, a sua volta, è stato anche definito come “Arte
marziale spirituale”.
Infatti l’Aikido non è sport e non è solamente arte marziale e
difesa personale: esso costituisce invece una moderna disciplina per
forgiare il corpo unitamente allo spirito, così come si usava fare
nella tradizione delle antiche arti marziali dei Samurai giapponesi.
Venuta poi a mancare quasi totalmente la necessità del suo impiego
nel moderno combattimento militare, l’Aikido detiene comunque ancora
ai nostri giorni l’eccellenza per il risveglio, il potenziamento e
la vigorosa manifestazione delle nostre facoltà psicosensoriali e
capacità psicofisiche, la realizzazione delle quali costituisce
oggigiorno il traguardo e la meta ultima di questa disciplina.
Questa è la ragione del nome “Endogenesi”
che abbiamo dato alla nostra pratica: l’Aikido
Endogenesi
è quindi una disciplina non solo fisica ma anche di carattere
interiore, che attinge contemporaneamente sia dall’Aikido sia dallo
Zen, consentendo di trarre a nostro vantaggio i benefici di entrambe
queste discipline.
Che cos'è il
Bushido Endogenesi ?
Il
Bushido Endogenesi compendia il bagaglio tecnico dell’Aikido
(aiki-ken ed aiki-jo) praticato con le armi bianche
tradizionali giapponesi (katana, lancia, pugnale) e la saggezza
millenaria delle tecniche orientali di respirazione, concentrazione
e meditazione provenienti dalle discipline dello Yoga e dello
Zen, quest’ultimo considerato da molti la religione dei
Samurai giapponesi.
Non
si tratta quindi di uno sport né solamente di una arte marziale ma
di una disciplina moderna che, unitamente al patrimonio tecnico
dell’Aikido praticato con l’uso delle armi, eredita dal Bushido il
codice etico ed i valori spirituali della tradizione marziale
giapponese.
E’
una pratica non solo fisica ma anche di carattere interiore che
attinge contemporaneamente all’Aikido ed allo Zen consentendo di
trarre a nostro vantaggio i benefici di entrambe queste discipline.