Kokyu 呼吸 (scritto in kanji) è un termine della lingua giapponese usato nelle arti marziali giapponesi ed in particolare nell’Aikidō. Significa manifestazione del Ki all’esterno del nostro corpo, o estensione del Ki all’esterno, o anche esercitare il Ki fuori di noi.
Le parole Kokyu-Ho e Kokyu-Nage si
riferiscono ad una parte fondamentale ed imprescindibile
dell’Aikido e pertanto ricorrono molto sovente.
Vi sono moltissime tecniche nell’Aikido
basate sull’estensione all’esterno del
Ki, specialmente in quelle numerose e molteplici
tecniche chiamate tutte genericamente Kokyu-Nage
ma che si diversificano moltissimo le une dalle altre
per tipologia di risposta ad uno specifico attacco.
La tecnica di Kokyū-Nage è la proiezione
dell'avversario ottenuta attraverso un'azione del Kokyū,
cioè estendendo all'esterno il proprio 氣 Ki (generando
quindi proprio Kokyū) dopo aver coinvolto in questa
azione il 氣 Ki dell'avversario (utilizzando quindi il
Kokyū dell'avversario)
Il Kokyu è quindi quel particolare movimento del
Ki che si manifesta esteriormente attraverso il
movimento del corpo che segue il movimento del Ki; ciò vale
sia quando si agisce come tori (cioè colui che esegue la
tecnica di difesa) sia come uke (cioè il partner
d’allenamento che si presta ad attaccare ed a ricevere
l'effetto delle tecniche eseguite dal tori).
Avere un forte Kokyu significa possedere
un’elevata capacità di espressione e di controllo
dell’estensione all’esterno del proprio
Ki e padroneggiarlo in modo
che il corpo irradi sempre il Ki in modo
vigoroso in ogni circostanza: in tale modo si riesce a
muoversi ed a proiettare l'avversario senza fatica e con
estrema naturalezza ed efficacia, per effetto dello
sfruttamento dell'energia interiore e della forza fisica
dell'avversario, piuttosto che per effetto dell’impiego
della propria forza fisica ed energia interiore.
Anche per portare gli atemi con efficacia (cioè i
colpi a percussione portati con gli arti) è richiesto un
forte kokyu e quindi non basta possedere una
buona tecnica di atemi.