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Storia
delle origini e dell'evoluzione dell'Aikido
La storia e l'evoluzione dell'aikido non può prescindere, almeno
nella sua fase iniziale, dalla vita del suo fondatore Morihei
Ueshiba (Ōsensei
翁先生,Tanabe
1883 - Tokyo 1969). L'Aikido ha infatti conosciuto due
distinte fasi evolutive che possono essere identificate in modo
abbastanza agevole: la prima intimamente collegata al percorso
evolutivo dello studio del Budo giapponese da parte del
fondatore ed una seconda a partire dagli anni immediatamente
successivi alla seconda guerra mondiale, periodo in cui l'Aikido
iniziò la sua rapida affermazione nel mondo intero, in modo
particolarmente veloce e ramificato a decorrere dagli anni
successivi alla morte del suo fondatore.
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Prima fase: evoluzione dello studio del Budō da
parte del fondatore
Le basi tecniche ed i principi della pratica delle arti
marziali seguita dal fondatore, differirono grandemente
a seconda delle epoche di evoluzione del percorso del
suo studio delle arti marziali e della realizzazione
della propria personale concezione del Budō (武道).
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Epoca Taishō
大正
(1912-1926)
Il fondatore in questo periodo si dedicò a
numerose forme di Bujutsu (武術)
ed in particolare approfondì la pratica del "Daitôryû
Aikijujitsu" (大東流合気柔術)
sotto la guida di Sokaku Takeda (武田惣角),
35° successore della Scuola Daito. In
quest'epoca il fondatore impostò la pratica sui
kata. Fra le scuole di Jujitsu (柔術),
oltre a quelle che si basavano principalmente
sul combattimento corpo a corpo e sul
combattimento a terra, ne esistevano anche
alcune che avevano tramutato i movimenti e le
tecniche di spada in tecniche di tai-jutsu. La
scuola Daitôryû di Aizu insegnata dal Maestro
Takeda ed in cui il fondatore dell'Aikido si
distinse quale migliore allievo, fu una delle
più rappresentative. Nel 1919 avviene il
primo incontro con Onisaburo Deguchi,
capo carismatico della setta religiosa
Ōmoto-kyō
da cui verrà fortemente influenzata
l'ispirazione della sua evoluzione spirituale.
Nel 1922 completa i suoi studi del Daitôryû
Aikijujitsu e riceve da Sokaku Takeda il
diploma "Kyoju
Dairi", grado di istruttore che
lo certifica quale rappresentante della
Scuola Daito. Nel 1925 Ueshiba ebbe la sua
prima occasione di "risveglio
spirituale" quando, sfidato da un
alto ufficiale della marina scettico sulle sue
effettive abilità nella difesa senz'armi contro
un avversario armato, invitato da questi a
fornire una dimostrazione delle sue reali
capacità, dopo aver avuto pieno successo nel
disarmare a mani nude l'ufficiale armato
di bokken vanificando il suo attacco al
primo colpo, provò un improvviso mutamento
interiore che lo rese capace di interpretare in
una luce nuova il suo rapporto non solo con il
Budō ma anche nei confronti di ogni aspetto
della realtà esteriore. Il Fondatore ebbe
anche altre occasioni di esperienze similari
che, unitamente all'idea religiosa trasmessagli
da Deguchi che sosteneva che l’Arte è la
madre della religione e l’Arte permette la
nascita della religione, lo spinsero ad un
collegamento sempre più stretto fra "Arte"
e "religiosità"
favorendo in lui il raggiungimento di una
visione religiosa delle Arti marziali e del Budō.
Questa sua peculiare ispirazione nel campo delle
Arti marziali, fece maturare in Ueshiba il
convincimento che, a partire dall'Arte e
dalla sua capacità di elevare la spiritualità
dell'Uomo, si possa arrivare a risolvere il
problema esistenziale e religioso dell'Uomo
stesso e quindi che ciò era possibile di
riflesso anche in relazione alle "Arti"
militari. Questo convincimento condusse
Ueshiba sempre più ad interiorizzare la propria
pratica delle Arti marziali e, passando
attraverso diverse crisi mistiche, alla fine
concepì la visione del Budō come
armonizzazione del Sé individuale con il Sè
dell'Universo e da questa concezione la sua
pratica delle Arti marziali si modificò fino ad
assumere quei connotati di forme che il
Fondatore definì "Ai-Ki-Do", cioè la
sublimazione delle Arti marziali nell’essenza
stessa dell’aspirazione spirituale, etica e
sociale del Budō giapponese. |
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Epoca
Shôwa
昭和,
dal primo al sesto anno (1926-1931)
In questi anni il fondatore si allontanò dalla
religione per dedicarsi completamente al Budō
fino a diventare uno specialista nei principali
stili di arti marziali giapponesi. Dal Daitôryû
Aikijujitsu (大東流合気柔術)
si entra nell'epoca dello Ueshiba-ryû "Aiki-jutsu"
(合気柔術),
successivamente modificato in "Aiki-bujutsu" (合気武術)
e in seguito "Aiki-budô" (合気武道).
Il Fondatore aggiunse al Daitōryu le sue
conoscenze specifiche relative alle tecniche di
lancia (Sōjutsu) e di spada (Kenjutsu), di cui
era un rinomato esperto, creando così il metodo
uchikomi, una sorta di "kata che vive",
che viene considerato tipico dell'aikidô. Nel
1927 il fondatore si trasferisce con la famiglia
a Tokyo, nel distretto di Shiba Shirogane (芝白金),
ed in una sala provvisoriamente concessagli dal
principe Shimazu inizia l’insegnamento
della "Via dell’Aiki" che in quegli
anni denominò: Aiki-Budō (合気-武道).
Nell'ottobre 1930 Ueshiba Morihei aveva
temporaneamente spostato il suo Dojo nella
località di Mejirodai e qui andò a fargli
visita Jigorō Kanō, il fondatore del Judo, il
quale vedendo Ueshiba praticare il suo
Aiki-Budō escamò: "...ecco il mio Budo
ideale..." ed immediatamente inviò due dei
suoi migliori allievi, Jiro Takeda e
Minoru Mochizuki, a studiare presso Ueshiba.
Nel 1931, dopo essere passato attraverso alcune
altre sistemazioni di fortuna, inizia l’attività
del Dojo Kobukan a Wakamatsu-cho,
Shinjuku, Tokyo, che diventarà poi il centro
mondiale dell'Aikido (Hombu Dojo Aikikai). |
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Seconda fase: sviluppo e diffusione in Giappone e nel
mondo
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L'Aikido si diffonde in Giappone (1931-1947)
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Nel 1940 la Fondazione Kobukai viene
ufficialmente riconosciuta dal governo
giapponese: inizia ad Iwama-Machi, nella
prefettura di Ibaraki, l’allestimento di
un luogo all’aperto per la pratica.
Nel 1942 viene ufficialmente adottato il
nome "Aikido".
Nello stesso anno il figlio
Kisshomaru Ueshiba diviene
presidente della Fondazione Kobukai.
Nella primavera del 1943 il fondatore
decise di abbandonare tutti gli impegni
fino ad allora presi nei confronti
dell'esercito, della marina e del mondo
delle arti marziali per rifugiarsi nella
cittadina di Iwama, Prefettura di
Ibaragi, dove si dedicò all'agricoltura,
coniugando la sua passione per le arti
marziali all'amore per la natura. È
in questa fase che si venne a creare:
"L'Aikidô in quanto Via di tutti
coloro che coltivano il grande amore per
il cielo e la terra". È questa
l'epoca, dal dopoguerra in poi, in cui
l'aikidô fu presentato al pubblico e si
venne a diffondere in tutto il mondo. |
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L'Aikido si espande nel mondo (dal 1947 ~)
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Nel 1947-1948 avvienne la
riorganizzazione del Kobukai che
diventa "Fondazione Aikikai" e
Kisshomaru Ueshiba diventa Direttore
Generale della Fondazione Hombu Dojo.
In questi anni emerge la figura di
Koichi Tohei,
8° dan,[1]
uno fra i migliori allievi del Fondatore
dal quale, negli anni dell'immediato
dopoguerra, ricevette l'incarico di
rappresentarlo quando eccellenti
praticanti di altre arti marziali
provenienti dall'intero territorio del
Giappone ed anche dall'estero,
increduli sull'efficacia delle
armoniose e non violente tecniche
d'Aikido, si recavano personalmente all'Hombu
Dojo Aikikai di Tokyo per sfidare la
fama d'invincibilità che l'Aikido si
stava procurando in Giappone e che man
mano iniziava a diffondersi anche
all'estero: nessuno di questi sfidanti
fu mai in grado di superare il primo
incontro con il valentissimo Tohei,
per cui il Fondatore non ebbe mai più
bisogno di rispondere personalmente ad
alcuna delle sfide che in quegli anni
ancora si usava portare ai capiscuola
dei vari stili delle arti marziali.
L'indiscussa superiorità e qualità
tecnica dell'Aikido praticato da
Tohei, fece sì che nel maggio del
1956 il Fondatore stesso gli conferisse
l'incarico di "Capo del corpo
insegnanti" (Shihan Bucho) dell'Hombu
Dojo Aikikai e lo designasse quale
inviato ufficiale e proprio
rappresentante nelle prime occasioni di
presentazione dell'Aikido all'estero.
Nel 1953 Tohei si reca per la prima
volta in occidente, alle isole Hawai
(località occidentale di grande valenza
strategica per il suo legame con i noti
accadimenti di
Pearl Harbor
che
segnarono l'inizio delle ostilità
belliche verso gli U.S.A. da parte del
Giappone), dove presenta l'Aikido
passando anche qui attraverso numerose
sfide da parte degli increduli
praticanti americani di svariate arti
marziali, inclusi rappresentanti di vari
corpi armati militari americani
particolarmente addestrati nei
tradizionali sistemi occidentali di
lotta e di combattimento corpo a
corpo. Tohei sbigottì talmente i
suoi sfidanti americani, che la
rivoluzionaria tecnica dolce ed
armoniosa dell'Aikido divenne
immediatamente fortemente ambita in ogni
parte degli U.S.A. e quindi fra gli anni
1953~1963 Tohei fu di fatto
completamente assorbito nel compito di
divulgazione dell'Aikido attraverso
oltre 21 stati degli U.S.A. L'opera
di divulgazione dell'Aikido negli U.S.A.
culminò nel marzo del 1961, quando
Ueshiba Morihei fu accompagnato da Tohei
in un viaggio alle Hawai e
successivamente Tohei espanse la sua
opera di diffusione nei diversi
continenti del mondo. Ben presto
sulla scia del successo riportato da
Tohei, altri allievi diretti del
Fondatore iniziarono a viaggiare per il
mondo per far conoscere questa nuova
disciplina giapponese e partecipare al
mondo intero il messaggio etico e
spirituale in esso contenuto. Nel
1967 viene inaugurato il nuovo Hombu
Dojo; in occasione dell’inaugurazione il
Fondatore tiene la sua ultima
dimostrazione in pubblico. La città
di Tokyo riconosce ufficialmente
l’insegnamento dell’Aikido. Il 26
aprile 1969 il Fondatore muore,
all’età di 86 anni. Gli viene conferita
l’onoreficenza postuma dello Zuihosho.
Il figlio Kisshomaru Ueshiba diviene
il secondo Doshu dell'Hombu Dojo
Aikikai, all’età di 48 anni. Nel
1974 vengono gettate le basi per per la
I.A.F. (International Aikido
Federation), di cui il Doshu Kisshomaru
Ueshiba viene nominato presidente a vita
e nel 1976 si tiene a Tokyo il primo
congresso della I.A.F. con la
partecipazione di oltre 400 delegati da
29 nazioni. Il 4 gennaio 1999
muore Kisshomaru Ueshiba, dopo 30
anni alla guida dell’Aikikai Il
figlio Moriteru Ueshiba
diviene il terzo Doshu dell'Hombu
Dojo Aikikai, all’età di 48 anni,
dopo 24 anni dalla sua prima apparizione
in pubblico.
Note.[1]
il certificato di 8° Dan, concesso a
Koichi Tohei nel 1952, fu il
massimo grado concesso dal Fondatore dell'Aikido, Ueshiba Morihei,
quale riconoscimento dei meriti tecnici e delle capacità
aikidoistiche di un suo allievo. Il grado di 9° Dan successivamente
certificato sia a Tohei sia ad altri allievi diretti del fondatore,
fu conferito dall'Aikikai Foundation per ragioni di politica
organizzativa dei massimi livelli della gerarchia aikidoistica al
pari dell'unica certificazione di 10° dan conferita a Tohei, il solo
ad aver ricevuto il massimo grado dal fondatore ed averlo avuto
ratificato e certificato dall'Aikikai Foundation. |
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